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“It’s all the same fucking day, VermePiatto!”

Come un temporale estivo, d’improvviso torno a scrivere… Sarà il maltempo che in questi giorni affligge la mia terra, sarà il mal di testa che avevo fino a poche ore fa, (dovuto ad un eccedenza di zelo nel far felice un amico, dopo un omaggio al “malto distillato” riportatomi dopo una vacanza in Scozia). 
Oggi, dopo quasi un anno di pausa da quel progetto, torno a scrivere, d’istinto riempio lo sfondo bianco del mio blog. Un anno quasi dall’ultimo articolo, in tanti mi hanno chiesto 
“perché ti sei fermato”??
La mia risposta è stata sempre la stessa,non mi sono mai fermato, molti lo sanno…
Ho nutrito più il mio cuore, che i fogli bianchi…
Non fa nulla, 
ma mi rendo conto benissimo che è giunto il momento di scrivere ancora, ancora, ancora…
Mi sono trovato davanti a molte domande in questo anno, seguendo sempre con avidità il mercato dell’high-end ma con più distacco, 
sarà per via del mio lavoro,
sarà per il calo di innovazione (prendete per buona la mia visione di gioco), ma rimango stupito solo da qualche rda;
Però, per tornare a scrivere, ho avuto bisogno di qualche “aiuto”,
vedere il tutto da una prospettiva nuova, perché a volte una “chiacchierata” riesce a toglierti alcuni blocchi,
per chi è come me, capirà.
Questa volta non l’ho fatta grossa, ma avevo bisogno di “sfogarmi”, di cambiare qualcosa.
Nel mio percorso di svapo ho parlato di tutto con tutti, ma questa mi mancava! 
Mancava qualcuno che vedesse il mercato dell’elitario in maniera diversa, qualcuno che “tante volte” ha dimostrato di non avere peli sulla lingua, che se “lo sai prendere” muori dal ridere, qualcuno che avesse risposto a tutte le mie domande senza giri di parole, con un istinto ed una dote innata,
ma sopratutto con una grande capacità di metterti a tuo agio, perché lui… “se ne frega” di chi sei o quello che hai fatto, lui ti dirà sempre quello che pensa davvero. Il mio incontro con zio Alf è stato diverso, ho sempre avuto paura di quel nome, tante leggende, dicerie e maldicenze a pacchi…
Sarà che sono arrivato a “conoscerlo” per vie traverse, presentato da persone che mi hanno fondamentalmente cambiato la vita, modi di ragionare e che ad oggi “fanno parte del mio modo di essere (o meglio di pormi).Dopo 630km di viaggio su un treno balordo, tutto quello che spero di fare è un pranzo con i fiocchi, sono le 12.30 e il mio stomaco reclama!
Vedo il cartello della stazione, 
Udine. 
Piove. 
Mi squilla il cellulare è lo zio…
“quanto cazzo ci hai messo, tra dieci minuti avrei chiamato anche il carro funebre per il mio funerale, stavo morendo dalla noia!”
Scoppiamo a ridere,
che tipo! Fantastico zio Alf!Di tutto, la cosa che mi colpisce di più é vedere quanto sportivo è giovane sembrasse, un” vecchiardo” con gli occhiali da ragazzino.
La prima cosa che mi dice seriamente dopo qualche minuto di convenevoli è:“ho prenotato da un amico, spero ti piaccia il vino, ma sopratutto la grappa!” 
Ora si ragiona! 
Ho fame! 
Arriviamo in un posto stupendo, il tempo sembrava riprendersi, il cielo si schiariva ma con molta timidezza. 

Il ristorante si chiama ” Lepo friaul” 
Entriamo e ci porta al tavolo un ragazzo di colore, un po’ impacciato ma con un grande sorriso stampato in volto, forse alle sue prime esperienze lavorative. 
Si avvicina un signore e dice allo zio
“Alfredo eccoti, ben rivisto..” 
Gli ha presentato il ragazzo, il figlio adottato anni prima, molto simpatico, addirittura ha ironizzato sul fatto di non fare battute sui “neri”, 
perché egli stesso era già “incazzato negro”, perfetto, immagino come andrà a finire! 
Alf e il titolare iniziarono a parlare nel loro dialetto, parole a me incomprensibili, ad un punto ridono, capendo il mio imbarazzo nel “seguire il discorso”;
Salame, frico e vino. 
Io annuisco, poi mi spiega che il friuli è famosa per il frico.(un piatto a base di formaggio di varie stagionature, patate e cipolla, considerato la preparazione culinaria più tipica della regione)
Ottimo, arriva il vino, un Refosco dal Peduncolo Rosso,  il ragazzo di colore (Claudio) mi spiega che le particolarità sono assolutamente peculiari e uniche, tanto da avere la fama di vino “difficile”, che va gustato e degustato più volte per comprenderne appieno i sapori e gli odori.
Mezzo bicchiere e sono già capovolto sul tavolo, ipotizzo che sarà un pranzo esilarante!
Formaggi e salami buonissimi, ma la prima bottiglia è già finita. Davo del tu a tutti…
Il “ragazzo” Claudio era in meno di mezz’ora diventato il mio migliore amico!
La goliardia ne faceva da padrone, ed ognuno stava al gioco.Pensai allora, “prima che finisca davvero male”, meglio partire con qualche domanda.

Alf, chi è VermePiatto?

VermePiatto è un uccello che ti caga in testa quando meno te lo aspetti, senza peraltro sentirsi in colpa perché è la Natura che lo impone.   E’ la quintessenza della libertà di pensiero, la nemesi di una società virtuale – ma anche reale – che brulica di ignoranti, creduloni, babbei, terrapiattisti, bimbilamella, influencer e pressappochisti.
VermePiatto è un misantropo, fondamentalmente dissacrante e nichilista.
Il nome non ha nulla a che vedere con i platelminti. Fino a qualche anno fa ero un musicista affetto da una gravissima forma di GAS (* Gear Acquisition Syndrome) , quella che oggi è stata ribattezzata col termine più popolare di “scimmia”. Avevo una discreta collezione di chitarre, anche Vintage e tra queste ce n’era una a cui ero particolarmente legato: una ’57 Gibson Les Paul Jr.
Quella chitarra era uno spirito libero, capace di tutto e di niente a seconda di come le girassero. Era sincera, aggressiva, divertente e spudorata, con un suono fuori dagli schemi e che stava bene con tutto. O stava male quasi sempre.
Davo un nome a tutti i miei strumenti e quella la battezzai: “VermePiatto”.
Il motivo di quel nome, invece, non lo posso rivelare perché trattavasi di un approccio sessuale, che all’epoca acchiappava parecchio. “arriva una seconda bottiglia di vino, sapevo che al “nord” il vino era “duro”, cercavo di mantenere quanta più serietà possibile per le mie domande, ed ero stupito del fatto che ad Alf, il vino sembrava non toccarlo… 

Perché nasce VermePiatto?
Per svegliare i creduloni, quelli che hanno bisogno d’un leader a tutti i costi e si ammassano a leccare il culo all’ Admin, Youtuber, Influencer di turno.
C’era uno Youtuber ( Influencer ) che ostentava un prodotto banalissimo e nemmeno originale, perché ideato da un mio amico un anno prima, come fosse una meraviglia del 22° secolo.
Dovetti intervenire per mostrare agli incantati che ciò che veniva mostrato come se fosse il “non plus ultra”, era in realtà un vecchio progetto realizzato pure abbastanza male.
Poi ci ho preso gusto, anche se in quasi tutte le situazioni intervengo più cercando di portare un po’ di allegria che per zittire il cialtrone di turno. Quasi… tutte…

Mi spieghi il tuo concetto di Svapo high-end?
GIOCO! Puro e semplice!
Lo avrò ripetuto decine di volte nei miei video: l’ High End è un gioco! E’ il gusto del bello e dell’esclusivo, del superfluo che diventa indispensabile.
Come ogni gioco ha le sue regole, che possono piacere o meno, ma se vuoi partecipare, stai a quelle regole.
E’ un mondo fittizio dove l’unica cosa vera sei tu, tu che sai cosa stai facendo e perchè.
Era così anche nel mondo degli Strumenti Musicali, dove palpitavi per un mare di cose inutili. Avevo decine di strumenti di gran pregio  e valore, cassetti che traboccavano microfoni ultraprofessionali, amplificatori valvolari in ogni angolo della casa, eppure sul palco mi esibivo sempre e solo con una Ibanez Universe (Japan) ed un testata/cassa Marshall TSL – 4×12 Celestion V30 che avevo modificato così tante volte, che ad ogni concerto perdeva un pezzo. L’High End è questo: una passione come tante, non necessaria ma che ti piace. E tutti quelli che si lamentano, che criticano, che vedono associazioni mafiose e complotti, sono solo degli invidiosi, degli insoddisfatti che non riescono a partecipare ad un gioco, o a capire che nessuno gli ha imposto di parteciparvi.
Oppure sono degli sfigati con una mole tale di scheletri nell’armadio, che devono sfruttare la platea di lamentosi per crearsi un Pubblico.
Ci sono delle prese di posizione assurde, ridicole, di persone che pretendono di “combattere lo “svapo elitario”: ma stiamo scherzando? Esistono i “club privati” e se io non ti voglio far entrare, non ci entri! Sono nel mio pieno diritto. Non parliamo di generi di prima necessità, ma di puro e semplice gioco. Non hai diritto su ciò che non è essenziale! Devi guadagnartelo!
Svapo Proletari, così si definiscono, che pretendono di imporre i prezzi del mercato, perché siano accessibili a tutti. E nella follia di queste farneticazioni da Gulag, mi attaccano con le solite sciocchezze rinfacciandomi di essere “amico dei modder” e “di difendere i miei interessi”. Stranamente poi, però, sono foraggiati da negozianti e monetizzano le loro attività. Ci sarebbe da ridere se non fosse che è veramente triste pensare a come la bile fluttui liberamente nel cranio di questi soggetti. Cosa pensi di chi ha trasformato la sua passione in lavoro? , negozianti… Produttori e-liquid, influencer… Li ammiro, davvero! Hanno saputo cogliere l’occasione e reinventarsi, in alcuni casi.
Questo Paese ha bisogno di persone che “creino ricchezza” ed è solo grazie “alle P. IVA” che riusciamo ad andare avanti… bene o male.
Certo ci sono casi, non infrequenti, di persone che non si “comportano correttamente” o che hanno degli atteggiamenti discutibili, ma di fondo io ho un grande rispetto per il lavoro di queste persone.
Non so se si è notato: non colpisco MAI la persona ed il suo lavoro, bensì solo gli aspetti comici che possono nascere dalle sfumature caratteriali dei loro personaggi. A meno che, ovviamente, non si arrivi agli eccessi di cui ho già accennato e dove si spaccia per oro una tavoletta di legno da bancale del Despar.
Il Pubblico non è ancora maturo, non riesce ancora a realizzare quanto lavoro ci sia dietro uno Youtuber o un Produttore. E per questo è portato a sparare delle cazzate immani.
Ci sono poi quelli che non sono riusciti a “sfondare” e cercano di farlo con i piantini, il flame e la menzogna. Sono i Poliponi, quelli cioè che hanno uno storico di porcherie fatte nel nostro ambito, che cercano di imbonire i pochi che ancora possono “andargli dietro”. Ma sono così maldestri e così tristemente noti, che non raccolgono consensi.

Il frico è buonissimo, sentivo Alf parlare, lo chiamavo Alf, ma non ricordavo se era Alfredo, Alfonso o Alfredino… 
Buono il Vino!
Vado avanti…Chi ti dà più fastidio tra gli influencer?
Fondamentalmente mi infastidiscono tutti.
Ricordi? Il piccione che ti caga in testa? Ma mi infastidiscono perché trovo insopportabile il conflitto di ruolo in cui si trovano. Io non lo farei, ecco! Non mi sentirei libero, anzi… Mi sentirei un idiota a presentare magliette ad ogni inizio di video, o bottiglie d’acqua minerale, o polli rafforzanti, o atomizzatori copiati, solo per mettere in tavola la pagnotta. Non è nel mio carattere.
La Società purtroppo viaggia su questi binari ed al pubblico piacciono le D’Urso e le De Filippi; alla gente piace seguire qualcuno bovinamente, per uscire dal grigiore di una cronica assenza di pensiero proprio.
Ma a me non piace. E me ne fotto, perché detesto contare “Pollici e Visual” , mi fa sentire un mendicante d’affetto.
Non mi avete MAI sentito pronunciare la classica frase da Youtuber  “iscrivetevi al canale, cliccate sulla campanella e mettete mi piace”, perché lo trovo puro e semplice accattonaggio.
Questo però non toglie il mio rispetto per il lavoro di chi opera in questi settori, come ho già accennato, ma ciò che vedo mi fa semplicemente… sorridere.Ora basta con il vino!
Sentivo in bocca la cipolla, 
Avevo esagerato, Claudio si avvicinò al tavolo, parlando di un arrosto sfumato, decidiamo di dividerci una porzione. Il ragazzo ci consigliava di farla al sangue, ironizzando sul fatto che ben cotta, una volta servita ci avrebbe “ricordato” di mangiare lui… (bello vedere un ragazzo di origini africane scherzare sul colore della propria pelle, in quella situazione, per niente pesante ansi, mi lasciava quasi stupore!) 

I nemici del verme piatto?
Xanax! A volte temo che in certe zone diventi introvabile nelle farmacie.


I gruppi Facebook, mi dici quali apprezzi di più, e quale consigli di non seguire?
Da seguire: SVS! Senza ombra di dubbio.
Ma col cazzo che vi faccio entrare! Da non seguire: nessuno. Semplicemente perché, come ho detto prima, è la testa dell’individuo a non ragionare. Il gruppo è solo un contenitore.
Se l’Amministratore di un gruppo è una testa di cazzo, non dovrebbero esserlo per forza anche i suoi partecipanti.
Leggo spesso interventi di Amministratori che pare debbano sviscerare chissà quale problematica, noti sovvertitori dell’ordine costituito, che però, in fondo… non dicono un benamato cazzo. Solito flame ridicolo, solito sputo nel piatto dove si è mangiato.
I Gruppi sono fatti dai loro frequentatori e quindi non mi sento di dire quale sia meglio o quale sia peggio.

Mi hai parlato di SVS, ma chi siete, che fate… Perché siete così chiusi?

SVS è un gruppo di Vapers, tutti molto legati tra loro da una profonda amicizia e da vedute pressoché convergenti. Non siamo poi chiusi, semplicemente gli ingressi sono selezionati tra chi ha uno “storico decente”, da chi ha dimostrato passione non solo per lo svapo, ma anche e soprattutto per la vita, per il piacere, per il divertimento. Ma soprattutto selezionati tra chi al mondo dello svapo ha dato qualcosa, costruttivamente, non certo tra chi vive a spese degli altri, pretendendo e criticando a prescindere.
Essendo un gruppo di amici che si frequentano anche “fisicamente” , condividendo oltretutto gran parte dell’intimità delle nostre vite, desideriamo che ogni ingresso sia adeguatamente valutato. Se hai interessi di qualsiasi tipo, in SVS non entri. O vieni espulso.
Dialoghiamo, molto, cercando di sviscerare gli argomenti quotidiani che lo Svapo ci propone e non solo. Prendiamo posizione, ovviamente e per quanto possibile interveniamo. Ma già questo, nella testa dei “no global dello svapo”, potrebbe far pensare ad un gruppo di giustizieri: nulla di tutto questo.

C’è una lista di membri come la p2?

Certo!
Ed il VermePiatto è il Capo supremo della Loggia.
La lista è segretissima ed ogni membro, nel caso fosse individuato, ha sempre con se una pasticca al cianuro.

Perché vi chiamano cupola?
Si è sparsa la voce che faccia parte di SVS una Elite dello svapo, in grado di orientare il mercato.
Il “tam tam di Facebook” ha amplificato e distorto il messaggio, facendolo arrivare ad altri produttori nella forma: “in SVS si decidono le sorti dei prodotti, quelli cioè da promuovere e quelli da bocciare”.
Io sono ovviamente in contatto diretto con queste persone che in pochi istanti sono state rassicurate. L’impossibilità della cosa è evidente, ma essendo effettivamente “gustosa” non nascondo che mi piace alimentare questa leggenda.
Adoro vedere gli imbecilli in agitazione. Gente che nasce con le briglie tirate, che fa quello che gli viene detto di fare, servi della Cultura Dominante, perde quel poco di discernimento che ha, dietro ad una leggenda nata su Facebook.
Si, sono dei fessi!
Ci sono decine di gruppi segreti su Facebook , dove si fa di tutto. Non ci entrerò mai, ma questo non significa che la cosa mi disturbi il sonno. Ai fessi, invece, pare che la cosa disturbi molto.
Ed allora: divertiamoci!

Mi gira la testa! 
AlfonZio parla, meno male… 
Forse non si vede che ho esagerato con il vino… 
Ultimo bicchiere, giuro!

Meglio la figa o la tua jeep?
Ho appena fatto il primo tagliando alla VermeMobile… per il momento la preferisco. Non mi piacciono le cose trite e ritrite ed alla fine la figa è sempre quella. Se devo fare “su e giu”, uso le sospensioni pneumatiche. Molto più divertente. Non potevo “non ironizzare” , 
Claudio ci aveva fatto ridere molto con le sue battute, il vino mi faceva fluttuare la testa, la prossima, mai domanda più azzeccata! Perché non ci sono modder neri? (negri)
Perché il cotone evoca in loro tristi ricordi.
Ti rispondo con una battuta, perché il problema del razzismo a cui ho fatto riferimento è ben lungi dall’essere risolto. Soprattuto perché non si tratta di razzismo vero e proprio e non viene comunque affrontato, bensì solo strumentalizzato da giornalai e politicanti.

Di tutti gli influencer che ci sono, senti di dire qualcosa a qualcuno?
Gli influencers sono vettori pubblicitari, figli della web 2.0 che ad inizio millennio ha dato modo al singolo utente d’essere egli stesso “creator”. Anche il più sprovveduto di loro sa bene come muoversi, soprattutto perché non deve fare altro che imitare chi lo ha preceduto, nelle mosse come nello “slang”, nell’abbigliamento come nel format.
E’ una categoria di lavoratori fortemente a rischio, sempre sul bordo del precipizio, a cui è ben chiaro il concetto che “il ferro va battuto finché è caldo”. Ma proprio per questo perdono il contatto con la realtà, che tristemente è quella di un pubblico amorfo e che sciama da un luogo di cult all’altro, con assoluta leggerezza. Bisogna che si rendano conto su chi hanno costruito, o meglio, si è concretizzata la loro fama.
E’ un ciclo d’isteresi, fondamentalmente, dove i numeri possono sostenere il sistema a prescindere dalla loro precipua caratteristica. Ma sono effimeri e ad ogni estrapolazione palesano la loro pochezza.
Ciò determina stati evidenti di nervosismo, perché nessun essere senziente degno di tal nome, non può non rendersi conto che il palazzo sontuoso che ostenta, poggia su fondamenta deboli.
Ma è costretto ad interpretare quel ruolo, altrimenti il ciclo s’interrompe.
Si vedono persone affette da grave obesità, che fanno milioni di visualizzazioni ingozzandosi con le peggiori schifezze. E vanno fieri di questi risultati, per quanto sono oltremodo convinto che… la loro immagine allo specchio non gli suggerisca altrettanta fierezza.
Si vedono vere e proprie santità autoproclamate che hanno un desiderio spasmodico di ostentare il loro successo, molto spesso con un enfasi che definirla fuori luogo è un eufemismo. Probabilmente combattono fantasmi del passato ed hanno il compulsivo bisogno di sottolineare che “loro gestiscono un’Azienda”. Ma la realtà è che tutti respirano, tutti bevono, tutti scopano. E si torna al discorso iniziale: si può vantare un microfono col tredicenne che vive di paghetta; si può vantare un cellulare costoso col bimbolamella che si connette col telefono del papà,  ma a conti fatti, se si esce dalla stanzetta dei genitori, il mondo è pieno di persone che “respirano” e sorridono di fronte a queste puttanate.


Ci spieghi per te, cosa è successo con il polipone?
La mia non è un’opinione, quello che ti dirò è quello che è successo. Peraltro è tutto verificabile direttamente su Svapo Family group (Facebook) dove quel tristissimo “post” è ancora disponibile.
Il “Polipone” fece una domanda, apparentemente sincera ed ingenua, in merito a cosa facesse dei prodotti High End qualcosa di esclusivo e difficilmente reperibile.
Gli abbiamo risposto in diversi, educatamente, civilmente, spiegandogli quello che peraltro ho sempre ripetuto.
Ma il “Polipone” aveva il solo scopo di creare flame, come ha poi dichiarato tronfio in una diretta che ho pubblicato sul mio canale e per questo fu allontanato.
Il suo scopo è chiaro: crearsi un pubblico di riserva, visto che non gli è andata bene con le mod originali dato che un po’ ovunque, sia produttori che consumatori, hanno preso le distanze dal suo modo di fare subdolo e menzognero.
Cerca di ricrearsi una credibilità sfruttando la rabbia di coloro che pretendono che l’High End sia per tutti, ma non riuscendoci ricorre all’inganno ed alle bugie. Ma non solo: segnala il mio canale, comunicandomelo pure beffeggiandomi in privato; segnala la mia pagina ed ospita personaggi che mi hanno ricoperto di insulti pesanti, di rara volgarità e persino di minacce di morte; mette in piazza comunicazioni private, distorcendola realtà e “sputtanando” le persone che non lo accontentano; se la prende ed insulta signore per bene, ree unicamente di avergli  spiegato come funzionano le cose nel mondo dell’ High End. (si torna sempre li… frustrati insoddisfatti…)
Poi clona i miei video, monetizzandoli pure. Ma io non segnalo mai, nemmeno in questo caso in cui una mia segnalazione gli farebbe arrivare due “strike” in un colpo solo. E’ una questione di stile: due spicci a chi ne ha bisogno, non si negano mai!
Insomma: fa la vittima per cercare audience. E’ noto un suo post in cui dichiarava che “noi non lo meritiamo!”.
Fa talmente la vittima che intrattiene i suoi (pochi) utenti lamentando segnalazioni ai suoi video che gli bloccano la monetizzazione, quando in realtà, sono le nuove norme di YouTube che hanno portato a questo stato di cose. Lo sanno anche i sassi, ma lui deve fare la vittima per raccogliere i consensi di qualche fesso che gli crede. E piagnucola, pure… mascherando i suoi misfatti con “la passione”, nascondendo il suo solo scopo che è quello di “tirar su il grano”.


Ma il VermePiatto usa cloni?
No!
Ciò che desidero deve essere originale. Se non posso averlo, per un qualsiasi motivo, non uso scorciatoie. Rinuncio, semplicemente, senza sentirmi minimamente frustrato.
Ma chiariamo una cosa, una volta per tutte: l’imitazione, la replica, la contraffazione, il furto d’identità, la violazione di un copyright (ricordo a questa massa di riottosi che l’Art. 2598 del nostro Codice Civile tutela anche i prodotti non coperti da un titolo di proprietà industriale) , è un fenomeno che esiste da sempre ed in tutti i settori.
Io non voglio fare la guerra ai cloni, perché non posso e perché non ho la minima intenzione di imporre ad alcuno la mia idea o volontà!
Semplicemente faccio notare che “non tutto è per tutti”.
Lo svapo deve essere per tutti, non l’High End.
Vuoi i prodotti High end? Stai alle regole, altrimenti ci sono migliaia di prodotti “consumer” disponibili ovunque e a buon mercato!
E se questo risveglia sentimenti di ribellione negli animi immaturi, ancora oggi condizionati da una politica raccapricciante, che sfrutta proprio la pochezza di questi soggetti vittime di una distorta percezione della libertà, non so proprio cosa farci.
Del resto le accuse che mi muovono sono sempre quelle: sei un marchettaro, difendi i tuoi interessi… oppure insulti. Sterili, insomma, senza argomenti. Solo i soliti luoghi comuni.
La verità, guarda quante volte lo sto ripetendo, è che l’High End è un gioco a cui NESSUNO ti obbliga a partecipare. Se lo critichi è perché sei uno sfigato.
Sei uno sfigato perché l’invidia sociale è da sfigati! Il Paradiso terrestre ha fallito già al suo secondo abitante, non dimenticatelo. Non esiste il tutto per tutti. E’ utopia e noi per primi lo rifiutiamo, perchè siamo individui e come tali ci piace godere dell’esclusività. Se vuoi quello che ti serve per vivere, battiti perché è un tuo diritto! Se vuoi “di più”, guadagnatelo.


Come vedi il settore da qui a 10anni?
Molto male. Non potrebbe essere altrimenti.
Finirà nella grande macchina e ne diventerà un ingranaggio.
Niente è libero nella nostra Società, solo il Pensiero. Per questo sei incatenato e controllato sin dalla nascita, con strumenti di controllo affilati e potenti come le Religioni.
Anche il Rock, a partire dagli anni ’60, era nato per spezzare quelle catene. Poi è arrivata MTV ed il declino commerciale degli anni ’80.
Lo Svapo non farà eccezione. 


Come giudichi i fumatori rispetto ai vapers?
Potrei articolare la risposta sul concetto che la lotta al tabagismo è figlia solo della nostra storia recente. Fino a non molti anni fa, di fatto, le sigarette erano reclamizzate come qualsiasi altro prodotto e non c’era una informazione dettagliata e “pressante” sui danni del fumo. Potrei quindi giustificare, anche se solo in parte, il vecchio fumatore distinguendolo dal giovane, perché questi ha avuto a disposizione tutte le informazioni necessarie ad evitargli la schiavitù di uno dei peggiori vizi dell’umanità.
Ma proprio in virtù del fatto che il tabagismo è una piaga della nostra società, ho il dovere morale di ritenere un emerito imbecille qualsiasi fumatore, a cominciare da me.
Io non sono ancora riuscito a smettere di fumare. Ci sono riuscito alcune volte, con lo svapo ed anche per lunghi periodi, ma essendo impossibile per me svapare con nicotina (se svapo liquidi con nicotina mi si blocca il respiro) sono ricaduto nel vizio per ben 4 volte.
Ciò non fa di me un Vaper? Ovviamente no! Lo sono, come qualunque altro, con la differenza che io sono un coglione che ancora fuma ed il Vaper “puro” che ha smesso di fumare, no!
Per inciso: è evidente che anche il Vaper che non ha mai fumato ed ha iniziato a svapare, è decisamente un pirla!
Va considerata la variabile fondamentale della questione: la presenza o meno di nicotina.
Fumare non è un piacere, chiunque abbia iniziato a fumare ricorderà la sensazione disgustosa che offrivano le prime sigarette. Ma la dipendenza dalla nicotina ci ha incastrato, illudendoci che il fumo derivante dalla combustione di foglie secche, fosse una cosa buona.
Svapare, invece, è comunque un piacere, che ci sia o meno Nicotina nel liquido che utilizziamo. La presenza di nicotina nei liquidi da svapo rappresenta però un “pericolo latente”, perché l’ex fumatore in realtà ha solo “spostato” l’origine della sostanza da cui è dipendente e questo accomuna inevitabilmente fumatori e vapers.
E’ chiaro ormai, però, che il danno dello svapo è infinitamente più basso, mentre la percezione aromatica e quindi il vero piacere, è assolutamente superiore.
Pertanto posso sviscerare la questione tediandoti per ore con la mia risposta, ma alla fine di qualsiasi considerazione si giungerebbe comunque alla conclusione che: svapare è un piacere ed è una necessità; fumare è una necessità ma fa schifo!
Il mio giudizio sulle due categorie, conseguentemente, mi pare evidente.

Il pranzo credo proprio sia stato buonissimo, ero troppo annebbiato..
Il ristorante era ormai vuoto, allorché Claudio ed il padre, armati di dolcetti “fatti in casa” ed una bottiglia di grappa locale si accomodano al nostro tavolo, le domande poste a zio Alf mi avevano davvero soddisfatto, ci mettemmo a parlare di politica e problemi sociali in quattro , e Claudio ci spiegava cosa lo rendesse così felice, cresciuto da ragazzo adottato, in un territorio particolare, lui non vedeva il razzismo “nelle sue battute, né vedeva pura ironia, il razzismo quello vero, sfocia in violenza e maleducazione…
Le persone hanno dei” blocchi sociali”, per lui, non era un problema vedere tutto
bianco o Nero!
Ma bensì dare importanza alle cose giuste!
Riflessioni particolari non ne ho, siamo stati molto bene.
Ognuno aveva la propria visione, c’era rispetto senza nuocere a nessuno. 
E spero che ogni lettore veda in questo articolo “la giusta dose di ironia ed irriverenza, un misto di vino, rispetto e goliardia! 
Grazie a tutti;
Questo è VermePiatto… 
Lev Tolstoj diceva:
“il libero arbitrio è la piacevole comprensione della propria vita.
È libero chi comprende di essere vivo.
E comprendere di essere vivi, vuol dire comprendere la legge della propria vita, cercare di rispettare la legge stessa della nostra vita! “. 
                      Mario Florindi 16.07.2019

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