alberto_scalzini
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Alberto, oggi vi racconto di lui, perché di originalità è piena questa esperienza.. L’ho conosciuto ammirando le sue creazioni, definendo molto identificative le sue creazioni, la mano precisa che lavora su piccole opere d’arte, un maestro in quello che fa. Ci sentiamo telefonicamente, lui aveva già intuito che tipo ero, uno di cui ci si può fidare, nella mia vita ho sbagliato tante volte, ma chi non lo ha mai fatto, dagli errori, si, ho sempre imparato. Gli chiedo di incontrarci, ma lui da gran signore e laborista qual’ è mi spiega che sta terminando un lavoro grande, e ha bisogno di riposo, due giorni intende partire per ‘staccare’; da come parla si vede che è un ragazzo che la vita l’ha sempre ‘’aggredita, mai subita passivamente’’. Mi affascina l’alone che si nasconde dietro quella figura, fino a quel momento ci siamo sentiti solo per telefono, ma l’ho già visto in fiere.. non posso perdere l’occasione, penso tutto il pomeriggio come fare ad incontrarlo..’’ se solo avessi la possibilità di passare qualche ora con lui, sai quante domande’’. Lo richiamo, non mi risponde.. penso, ’’sicuramente lo avrò infastidito’’. Passa qualche ora.. mi squilla il telefono, rispondo ‘’Mario, sono Alberto.. tutto apposto?’’ Io sorpreso che mi abbia richiamato mi scuso subito, ma devo provarci, ‘’Alberto sai, pensavo, se venissi prima che parti giusto per farci una chiacchierata’’.. ‘’Mario se è cosi importante’’.. cade la linea, oppure aveva riagganciato.. oh mio Dio! io se avessi potuto avrei nascosto la testa sotto la sabbia a sentire quelle parole, tccc, che figuraccia!.. Dopo qualche secondo mi richiama lui, ‘’Mario, scusami ma in laboratorio c’è solo un punto dove prende il telefono, ti dicevo.. sai che parto, ti andrebbe di venire con me?’’ Io.. ‘’dove andiamo?’’……. La ‘Foresta Del Cansiglio’.. Salto molta dalla storia, arriviamo assieme io e Alberto alle porte di questo verde immenso, zaino in spalla, alla scoperta del ‘’suo magico mondo’’. Il visitatore che arriva per la prima volta in Cansiglio rimane colpito dalla bellezza della sua foresta, fortemente caratterizzata dalla presenza di faggi e colori incredibili nel sottobosco, non ne abbiamo visti, ma si dice che ci siano orsi e linci… qualche cervo e cerbiatto si aggira, ma lontani da noi… Posto bellissimo, raccontarlo non posso, non ne renderei giustizia… la natura, qualche 18650 e tanta voglia anche io di ‘’staccare’’ tra quelle vallate. Vi racconto tra tutte le domande che gli ho posto in due giorni, quelle che sicuramente vi interessano maggiormente, tra salite, spacchi di roccia e bellezza sbalorditiva.

ALBERTO, COME E QUANDO INIZIA IL TUO PERCORSO NEL SETTORE DELLO SVAPO?
Il 12-04- 2012 mi sono regalato la mia prima sigaretta elettronica.  Al tempo era un prodotto di nicchia, i primi vapers stavano nascendo, ma per i più era ancora un prodotto sconosciuto e misterioso. In quei primi giorni uscire di casa con una sigaretta elettronica significava attirare le attenzioni di tutti, fumatori e non. Se avessi avuto una sigaretta elettronica in mano non avresti potuto sperare di parlare d’altro… Passavo le serate a spiegarne il funzionamento ai curiosi e a smontare le teorie degli scettici che pur non avendone mai vista una, già avevano deciso che faceva malissimo e che avrebbe sterminato tutti gli stolti che l’avrebbero utilizzata. Alla fine della serata, c’era sempre qualcuno che mi chiedeva dove l’avessi presa e allora cominciai a propormi per fargliela avere io. Così per gioco e spirito di condivisione mi sono trovato ad aver convertito parecchia gente che faceva riferimento a me come se fossi il loro negoziante di fiducia.    Era bello, si cominciavano a sentire le prime conversazioni tra vapers: “oh prova questo liquido, ho comprato un nuovo CE, oh per me è meglio il cartom, No Phantom, le ego fanno schifo, ecc…”  Io spiegavo il dispositivo, rispondevo alle domande in genere e risolvendo i vari problemi che al tempo erano tanti e facevo un sacco di esperienza.   A quel punto, dopo essermi ritrovato parecchie volte in qualche parcheggio sotto la pioggia, in macchina di quasi sconosciuti, a consegnare strani dispositivi corredati di boccette sospette; vista l’esperienza maturata, decisi con il mio socio di allora di aprire un negozio vero e proprio. Nel gennaio 2013 apriva a Conegliano il primo negozio esclusivamente dedicato al fumo elettronico. Ad oggi il negozio è ancora aperto, ma ha cambiato gestione, la mia società ha avuto dei “problemi “… La soddisfazione è che a rilevarlo sono stati dei ragazzi ingamba che lavorano bene e con passione hanno fatto diventare il loro brand un punto di riferimento sulla scena italiana.  Gli anni passati in negozio per me sono stati fantastici, non sono socievolissimo, ma quel bancone in mezzo mi dava sicurezza e così con molti clienti si è creato un vero rapporto d’amicizia che ancora va avanti. Contemporaneamente nascevano i primi grandi modders che hanno fatto la storia dello svapo , io ammiravo il loro lavoro e così avendo qualche competenza ho cominciato a costruire le mie prime mods. Sono stati proprio gli amici a supportarmi, aiutarmi, convincermi a farne sempre di più perché anche loro volevano una mia box. È stato grazie al loro entusiasmo che timidamente ho deciso di provare a propormi come “modder” e così è nato il mio brand, Capo D’Opera Mod.

TI CONOSCIAMO COME MAESTRO DI CAPO D’OPERA, MA CI SVELICHI SEI, LA TUA STORIA E COME NASCONO LE TUE IDEE?
Certo… cresciuto a pane e pennarelli, a un certo punto degli studi ho capito che non sarei mai diventato un architetto, tantomeno un “artista”! Al tempo andai a lavorare con un grande artista del mio paese, Aurelio Cattò a Mondovì (CN).  Lui da grande che era, intuì le mie doti manuali e mi suggerì di continuare gli studi come restauratore. A me non sembrò vero!  Potevo continuare a lavorare con i colori, le mani, il legno, insomma tutto quello che era la mia passione e cercare di farlo diventare un lavoro. Grazie ai miei genitori, che non finirò mai di ringraziare, sono stato iscritto e ho avuto la fortuna di frequentare i corsi dell’Istituto per l’arte e il Restauro Palazzo Spinelli a Firenze. L’Istituto Palazzo Spinelli, molto legato alla tradizione, ha avuto un forte  Imprintig sulla filosofia e sui metodi che poi mi hanno accompagnato in tutti gli anni a venire. Finiti gli studi al tempo c’era il servizio di leva, il militare da adempiere, ed è stato un anno duro, ma che ricordo con piacere. Poi è arrivato un altro personaggio che in qualche modo ha segnato la mia vita, Carmelo Ambra.  Ambra per me è stato un esempio! Lavorare per lui è stato come tornare a scuola, grandissimo artista e figlio d’arte è un eclettico restauratore che però, avendone le competenze, si diletta anche nell’arredamento, nel design e nella decorazione moderna, “Così non ci si annoia”, parole sue! Poi le esperienze si sono susseguite, ma queste che ho elencato descrivono bene la filosofia del mio lavoro e che contraddistinguono Capo D’opera Mod, un piede nella tradizione e uno nel futuro. Le mie idee nascono dal cercare di mischiare la tradizione con le tecniche e i materiali moderni, professandosi come fine un prodotto serio, che in nessun modo sembri un giocattolo.

SE IN UN FUTURO DECIDESSI DI FINIRLA NELLA REALIZZAZIONE, COSA TI METTERESTI A FARE?
Ah, bella domanda…! Bisogna che prima o poi mi ci metta a pensarci seriamente perché mi conosco, dopo un pò ho sempre sentito il bisogno di cambiare. Non è mai stato per noia o perdita di passione, piuttosto una gran voglia di avventura, la stessa voglia che in questo periodo mi ha portato a provarci come “modder”. Se una cosa mi piace e ci credo prima o poi mi ci butto, spesso un pò sconsideratamente, vada come vada l’importante per me è l’avventura! Per fortuna ho una moglie che forse è “sconsiderata” tanto quanto me e che mi ha sempre aiutato e supportato in tutto. Comunque, così su due piedi, oggi come oggi cercherei di vendere quel che ho per andarmene su qualche spiaggia tropicale a confezionare souvenir per i turisti! Bell’idea vero? Lo so è un sogno, ma ogni tanto bisogna salire sulla nuvoletta e cercare di portarne uno giù.

COSA TI SENTI DI CONSIGLIARE A CHI, CON TANTA PASSIONE è SEMPRE ALLA RICERCA DI QUALCOSA IN PIU? (Una riflessione tua personale, su quello che è il mercato high end).
Bhè, ti piace sentirmi chiacchierare, Con questa domanda facciamo mattina… La continua ricerca di qualcosa di nuovo è comprensibile, ma fondamentalmente sbagliata e deleteria. Prima di tutto bisognerebbe chiarire il concetto di hight end. Ultimamente mi sembra che per i più si sia ridotto a essere un prodotto figo e alla moda da ostentare, mentre invece, per me è molto di più! Ci vorrebbe un filosofo che scrivesse nero su bianco che casa significa l’aggettivo “High end”.    Finché non si chiarisce il concetto, parlarne ha poco senso perché forse NON stiamo parlando della stessa cosa. Per me l’Hight End è un prodotto fatto da un artigiano con senso del bello e fatto bene e che con tanta fantasia e quattro attrezzi taglia, buca, leviga e che ne so, imprecando in tutti i modi assembla un prodotto straordinario e non si ferma fin quando secondo lui la mod , atomizzatore o coil che sia, non corrisponde alla sua idea originale.     Il risultato è straordinario!!!    Se per qualche strana congiuntura astrale riesci ad averlo e ti arriva tra le mani senti una Botta di energia incredibile e sei felice. Ecco, per me la mod hight end è questo: un prodotto che quando finalmente riesci a possederlo ti trasmette energia, soddisfazione e orgoglio. Per costruire oggetti del genere servono svariate competenze, ma soprattutto, tanto-tanto tempo.   Mi sembra chiaro che la corsa ad avere sempre qualcosa di nuovo in qualche modo costringa i modders ad alleggerire i propri progetti, ad accorciare i tempi di collaudo e ad automatizzare i procedimenti.     Il risultato è che sul mercato dell’hight end “L’energia” che dovrebbe trasparire dai prodotti è sempre meno e la differenza da un prodotto di massa è minima, a volte inesistente e creata solo da operazioni di marketing. A questo punto, anche se i consigli non sono il mio forte, a chi con tanta passione è sempre alla ricerca di qualcosa in più e vuole un prodotto Hight End, consiglierei di fare lo sforzo di capire che quel qualcosa in più che cercano NON sta nell’ultima novità o in un prodotto alla moda. Bisogna comprendere che Il mondo dell’hight end è fatto per definizione di piccole produzioni artigianali, costose e difficili da avere. Indipendentemente da questo quello che si cerca nell’High End secondo me è l’ENERGIA che l’oggetto in questione può trasmettere! In Italia fortunatamente ancora ci sono tanti modders che mettono energia nel loro lavoro, Modders con cui poter avere un contatto diretto così da poterne comprendere metodologia e filosofia. Alla fine, ognuno può fare le proprie scelte, ma se la passione è vera, matura e consapevole il risultato non può che essere che eccezionale. Il mondo dello “SVAPO“ è fantastico, attenzione però a non fare confusione!

Abbiamo camminato per ore, facendo pause e parlando. Due giorni durati ‘’un attimo’’. Una cena spartana, un fuoco e dei sacchi a pelo. Personalità da vendere, rispetto e naturalezza.. questo è Alberto.. Vi invito a scambiare due chiacchiere con lui… se può sembrarvi eccentrico, avete ragione, ma è un grandissimo uomo, e il mio ricordo rimarrà eterno in quella valle..

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